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LUG
2019

Santuario Madonna della Tibia

Su una rupe posta a m.1187 s.l.m. al di sopra del centro abitato di Crognaleto sorge la Chiesa di Santa Maria della Tibia o Madonna della Tibia. La tradizione popolare vuole che un facoltoso commerciante di bestiame, tale Bernardo Paolini da Amatrice (Rieti), volle la sua edificazione per grazia ricevuta, giacchè, precipitato in un burrone mentre transitava in quei pressi e disperando di salvarsi, riscontrò di essersi solo fratturato una tibia e tornò a casa. La chiesa venne eretta nel 1617 e successivamente venne costruita anche una piccola taverna per il ristoro dei pellegrini, poi ampliata; entrambe le costruzioni oggi si presentano ben restaurate. Altri sostengono che il riferimento alla tibia fosse per via della fatica nelle gambe nel percorrere l’impervio sentiero per arrivare nella radura dov’è la chiesa, mentre alcuni storici fanno notare che già in un documento del 1130 si fa riferimento a quella località con il nominativo di Tibbla. La chiesa, con copertura a capanna, ha la facciata con coronamento orizzontale da cui si alza un campanile a vela che sorregge due campane di differenti grandezze. Sulla più grande di esse, fusa nel 1756 da Ambrosio D. Ettore di Spoltore, è scritto “A fulgure et tempestate libera nos Domine” (Liberaci o Signore dal fulmine e dalla tempesta). Ai lati del semplice portale incorniciato in pietra si aprono due piccole finestre rettangolari e al di sopra dell’architrave piano c’è una finestra rotonda, anch’essa incorniciata in pietra. Appena sopra di essa in un cartiglio su travertino si legge “Flecte genu timeq(ue) Matrem venerare viator melius intactus dirigat illa tuos ped(es) d(ominus) Ber(nardinus) Paulinu(s) erecta A.D. 1617” (Inginocchiati e venera la Madonna, o viaggiatore, affinchè Ella guidi i tuoi piedi fuori dai pericoli. Eretta da Bernardino Paolini nell’anno del Signore 1617). A sinistra della chiesa è affiancata un’abitazione, fino a qualche decennio fa abitata da una famiglia di Crognaleto, oggi tornata al primitivo uso di ristoro di pellegrini. L’interno è ad aula unica e nella zona presbiteriale, sopraelevata di un gradino, trova posto un altare barocco in legno di fine Seicento dipinto dorato. Al suo centro è collocata una statua lignea di Madonna con Bambino. Il recente restauro della chiesa è stato magistralmente curato dallo storico d’arte Francesco Tentarelli di Giulianova.

Dal 1619 per concessione del Vescovo di Teramo G.B.Visconti, e dal 2006 anche per decreto dalla Penitenziaria Apostolica, è accordata un’indulgenza di cento giorni (vedi i documenti) ogni anno per ogni visita effettuata alla chiesa nel giorno del 9 agosto.

Dal 2 luglio 2019 con decreto Prot. n. 59/2019/D del Vescovo della diocesi di Teramo Atri, Monsignor Lorenzo Leuzzi, la Chiesa di Santa Maria della Tibia viene eretta Santuario

E' una delle "Sette Madonne Sorelle" della tradizione popolare rurale.

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