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Allattamento al seno

Un numero sempre crescente di indagini, mostrano che l'allattamento materno è particolarmente adatto per soddisfare i bisogni alimentari ed emotivi-psicologici del bambino. Oltre alle proprietà nutritive e protettive del latte, l'allattamento al seno permette infatti di stabilire un contatto importante fra madre e figlio. A questo si uniscono crescenti evidenze di vantaggi in termini di salute anche per la madre che allatta al seno il proprio bambino.

Nonostante ancora oggi si registrino sporadiche evidenze scientifiche discordanti, c'è tuttavia un accordo generale a considerare l'allattamento al seno  la modalità normale di alimentazione del neonato, in quanto la composizione del latte materno è più adeguata alle esigenze della specie umana.

Vantaggi per il bambino
Il latte materno protegge dalle malattie e promuove la sopravvivenza infantile. L'allattamento materno è una fonte di importanti immunità, anche contro le malattie infettive. Il corpo della madre che allatta al seno produce anticorpi contro i germi che minacciano la salute del suo bambino e glieli passa attraverso il latte. I bambini allattati al seno hanno meno gastroenteriti e soffrono meno di diarrea, vomitano con meno frequenza, hanno meno otiti e subiscono meno ricoveri ospedalieri rispetto ai bambini allattati artificialmente.
Inoltre, sono meno sensibili alle malattie dell'apparato respiratorio, soprattutto all'asma e alle allergie, hanno meno raffreddori e sono meno predisposti a malattie gravi come bronchite e polmonite. Anche l'incidenza di infezioni delle vie urinarie, di eczemi e di eruzioni cutanee nella zona del pannolino sono minori tra gli allattati al seno rispetto ai bambini nutriti con latte artificiale.
Poiché il latte materno è facilmente digeribile, i bambini hanno meno probabilità di essere disturbati da flatulenza e dal male al pancino. Esistono poi indizi di altri vantaggi dell'allattamento al seno, fra cui l'effetto protettivo rispetto alla Sids (la sindrome della morte in culla), la minor incidenza di linfoma, diabete, malattie intestinali croniche. Su questi aspetti c'è ancora ampio dibattito in ambiente scientifico, visto che i risultati delle ricerche sono contrastanti, a causa delle diverse metodologie e dei diversi contesti in cui gli studi sono stati attuati.

Vantaggi per la madre
L'allattamento materno rafforza il legame madre – bambino, dal momento che le poppate frequenti offrono molte occasioni di contatto "pelle a pelle" e permettono di migliorare la conoscenza reciproca. Oltre a effetti di natura psicologica, l'allattamento ha anche effetti fisiologici sulla madre, come ad esempio quello di aiutarla a distanziare le nascite, visto che le produzione del latte inibisce l'ovulazione. Se l'allattamento viene effettuato in forma esclusiva per i primi sei mesi dopo il parto, fornisce un valido aiuto per ridurre la probabilità di una nuova gravidanza.
Risultati scientifici recenti hanno mostrato che l'allattamento al seno per qualche mese riduce il rischio per le donne di sviluppare cancro al seno di circa il 20 per cento. Inoltre, l'allattamento rappresenta anche un aiuto per perdere i chili di troppo accumulati in gravidanza, dal momento che la produzione di latte richiede un maggior consumo di energie, e riduce i rischi di anemia post parto.

Controindicazioni
Oggi, alla luce di ricerche prolungate e recenti, si sa che il caso in cui la madre non dovrebbe allattare per ragioni mediche o ereditarie è l'eccezione piuttosto che la regola. Vediamo i casi in cui invece è controindicato l'allattamento al seno:
Uso di farmaci. Ormai si sa che l'uso di molti farmaci, così come degli anestetici, è compatibile con l'allattamento e sono pochi i farmaci veramente incompatibili con l'allattamento al seno. Se un farmaco è stato assunto durante la gravidanza, è probabile che si possa continuare ad assumerlo anche durante l'allattamento poiché la quantità che passa nel latte è solitamente nettamente inferiore a quello che passa nell'utero. Molte volte un farmaco incompatibile può essere sostituito con un altro non controindicato.
Controindicazioni pediatriche. A parte rare dismetabolie (galattosemia), l'alimento ideale per il neonato è il latte della mamma. I bambini non possono essere allergici al latte della propria madre; anche nei rarissimi casi del cosiddetto "ittero da latte materno" non ci sono rischi per la salute del bambino, ed è consigliabile allattare piuttosto che somministrare latte artificiale. Se il bambino è ammalato, il latte materno non crea problemi per l'apparato digerente e permette una ripresa più rapida. Lo stessa considerazione va fatta nel caso di malattie ereditarie o congenite, in cui l'allattamento al seno può aiutare la ripresa nelle fasi acute, o comunque evitare l'aggravamento dei sintomi.
Malattie infettive. Nel caso in cui la madre manifesti una malattia infettiva, possono sorgere dei dubbi se continuare ad allattare possa mettere a rischio il bambino di contrarre l'infezione. La questione va valutata in base a elementi come, da una parte, la gravità della malattia, il fatto che la madre sia in fase acuta o portatrice sana, la trasmissibilità attraverso il latte materno e, dall'altra parte, l'età e lo stato di salute del bambino, la possibilità di proteggerlo in altri modi, il fatto che egli sia già stato o meno a contatto con l'agente infettivo. Il tutto tenendo sempre presente che il latte materno rappresenta la fonte primaria di protezione immunologica.
Problemi anatomici. Un seno con capezzolo introflesso o malformazioni del neonato, come la palatoschisi, richiedono un aiuto per poter allattare. Tuttavia l'allattamento non è impossibile, con appositi accorgimenti. Infine, il seno piccolo non è un ostacolo all'allattamento, e spesso anche in caso di chirurgia al seno si può allattare.

Dati epidemiologici
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono circa 1,5 milioni i bambini che ogni anno muoiono perché non sono stati allattati con latte materno. Soprattutto nelle zone dove l'acqua non è sicura e può essere anche fortemente inquinata, i bambini che prendono il latte artificiale hanno il 25 per cento di probabilità in più di morire di diarrea rispetto ai bambini allattati al seno. Questa situazione ha portato all'introduzione di un codice per regolamentare il mercato dei sostituti del latte materno nel 1981, codice che però non è sempre rispettato dalle grandi aziende produttrici di latte artificiale.

Tenendo conto della validità per la salute del bambino e della madre dell'allattamento al seno, tra gli obiettivi del programma "Salute per tutti entro l'anno 2000", l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto quello di avere almeno il 75 per cento dei nuovi nati attaccati al seno e almeno il 50 per cento che conservi tale alimentazione fino a sei mesi. Le raccomandazioni dell'OMS vanno nella direzione di un allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita del bambino e di un allattamento complementare alla somministrazione di altri cibi fino ai due anni di vita. 500 ml di latte materno al giorno conferiscono, nel secondo anno di vita del bambino, ancora il 31 per cento del suo fabbisogno totale di calorie, il 38 per cento di quello di proteine, il 45 per cento di quello di vitamina A e il 95 per cento di quello di vitamina C.

A partire dagli anni '80, sono nate a livello mondiale, promosse dall'OMS e dall'UNICEF, una serie di iniziative per il sostegno, la difesa e la diffusione dell'allattamento al seno. Nel 1992, l'UNICEF e l'OMS hanno lanciato l'iniziativa "Ospedali amici dei bambini" con l'obiettivo di assicurare che tutti gli ospedali accolgano nel migliore modo possibile i nuovi nati e diano sostegno all'allattamento al seno. Un ospedale è dichiarato "amico dei bambini" quando si impegna a non accettare campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati del latte materno, biberon o tettarelle, e ad applicare “I dieci passi per l'allattamento al seno”. Dal lancio di questa iniziativa a oggi sono stati più di 15 mila gli ospedali in 128 paesi in via di sviluppo ed industrializzati a ottenere il riconoscimento di "amici dei bambini". In molte zone dove gli ospedali sono stati riconosciuti "amici dei bambini", è aumentato il numero di donne che allattano al seno ed è migliorato lo stato di salute dell'infanzia.
Altrettanto significative sono state, oltre all'approvazione del codice sulla regolamentazione del mercato dei sostituti del latte materno e alla recente ripresa del tema in una risoluzione OMS del 19 marzo 2002 (“Childhood nutrition and progress in implementing the International code of marketing of breast-milk substitutes”), la “Dichiarazione degli Innocenti sulla Protezione, Promozione e Sostegno all'allattamento al seno”, nata dalla 45esima Assemblea Mondiale della Sanità nel Maggio 1992 su “Allattamento al seno negli anni '90: un'iniziativa globale” e recepita in una risoluzione dell'OMS (WHA 45.34). Di grande rilievo anche le Dichiarazioni congiunte OMS/UNICEF da quella del 1989 su “Allattamento al seno: protezione, incoraggiamento e sostegno. L'importanza del ruolo dei servizi per la maternità” fino alla recente “Strategia globale dell'OMS per la nutrizione dei neonati e dei bambini” del 16 aprile 2002. Oggetto di tutte queste risoluzioni è il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall'OMS attraverso la formazione di operatori sanitari e di strutture di counseling in grado di promuovere e sostenere la pratica dell'allattamento al seno nei diversi contesti culturali e legislativi.