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Aspettando la Nascita

 
Abbiamo pensato soprattutto alla donna che sta vivendo in prima persona una meravigliosa esperienza, la nascita di un figlio, al suo compagno che si prepara a divenire padre e al cammino che insieme dovranno percorrere.
La gravidanza evoca gioia nella coppia, e nelle figure parentali, ma talvolta crea anche tensione ed incertezza all'interno della coppia stessa, che si tramuta facilmente in ansia per la donna.
Con questi consigli che abbiamo pensato, creato, e perché no, partorito, vorremmo accompagnare e supportare la coppia in questo percorso, alla fine del quale avverrà la nascita del bambino.
Gli argomenti affrontati sono tanti e speriamo anche esaurienti, ma ci auguriamo che siano soprattutto utili alla donna, rappresentando un valido supporto nell'affrontare serenamente i mutamenti fisici e psicologici che la gravidanza, il parto ed il puerperio comportano.
 
Chi è l'ostetrica?
Ad una domanda banale, si potrebbe rispondere altrettanto banalmente dicendo: “E' la donna che da sempre fa nascere i bambini”
E' una risposta errata: l'ostetrica è una professionista che dedica la sua arte ed il suo sapere alla donna, al bambino e alla coppia.
Da sempre accanto alla gravida c'è l'ostetrica, che l'accompagna, la supporta, la consiglia nel delicato percorso della vita.
E' una persona importante: accanto alle future mamme ci sarà l'ostetrica, che durante il difficile periodo del travaglio vi aiuterà e vi supporterà nel dolore. Accoglierà nelle sue mani il vostro bambino e ve lo porgerà affinché possiate vederlo, toccarlo, stabilire con lui il primo rapporto d'amore figliale.
Vigilerà su di voi nel periodo del post-partum e del puerperio accertandosi che tutti i fenomeni involutivi fisiologici si verifichino. Vi supporterà nei momenti di crisi e di sconforto che nel periodo di degenza in ospedale spesso avvengono.
Vissuti emotivi durante la gravidanza e dopo il parto
In genere la donna reagisce positivamente alla gravidanza, soprattutto se questa è stata desiderata e si inserisce in una buona relazione affettiva col padre del bimbo.
Tuttavia è da considerare che il desiderio di maternità e il senso materno non sono attributi che appartengono indistintamente ad ogni donna.
Anche l'accettazione più incondizionata può nascondere una certa ambivalenza, ogni gravidanza normale presenta sempre un certo grado di ambivalenza tra accettazione e rifiuto.
I motivi del rifiuto consapevole possono essere molti, ad esempio paura di perdere l'avvenenza fisica, timore della nuova responsabilità, ansia per il futuro, problemi economici o connessi all'organizzazione familiare ed al lavoro.
Il rifiuto inconscio può essere invece determinato dalla presenza di conflitti e di cattiva identificazione con la propria madre. Un altro motivo può essere la paura di un feto invasivo e pericoloso.
Diventare madre può anche significare la perdita di un rapporto privilegiato di dipendenza dal partner, oppure lo sviluppo di angosce verso il feto in quanto percepito come entità estranea, dalle quali può insorgere la paura della nascita di un figlio malformato o comunque handicappato.
E' stato constatato che i sentimenti di ambivalenza verso il figlio si attenuano tra il 6° ed il 7° mese di gravidanza. Già quando la madre è in condizione di avvertire i primi movimenti fetali, i sentimenti negativi tendono a diminuire. Infatti i movimenti del feto portano la donna a percepire in modo più realistico la propria condizione e ad attivare modelli comportamentali di tipo materno, che facilitano il processo di identificazione con il figlio.
Cambiamenti improvvisi dell'umore durante la gravidanza
Come si sa, la maggior parte delle gravide sperimentano un sentimento di benessere, di pienezza esistenziale e di onnipotenza, soprattutto se godono di una completa approvazione sociale e familiare.
Questa loro condizione oltre a non essere fonte di problemi, rafforza il loro status e l'autostima. Tuttavia a questi stati d'animo possono insinuarsene altri, a volte non esternati, ed anzi celati al coniuge o ai familiari, per non venire meno agli obblighi dell'immagine rappresentata che possono essere imputabili a variazioni dell'umore determinata da fattori biologici, ma anche ai cambiamenti che la gravidanza introduce nel sistema di vita della donna e nella sua autopercezione.
La nausea ed il vomito in gravidanza come fattore psicologico
L'iperemesi gravidica (vomito incoercibile) oltre che con un'accentuata eccitabilità del sistema neurovegetativo e con le modificazioni ormonali proprie della gravidanza, è stata messa in relazione anche con cause psicologiche.
Pur non essendo ancora chiara la fisiopatologia e la genesi dell'iperemesi gravidica, è nota l'elettività della risposta gastrica a condizioni di alterato equilibrio emozionale.
Sotto il profilo psicofisiologico è comunque dimostrata l'esistenza di una interazione tra cervello e stomaco attraverso l'attivazione di un codice neurormonale specifico.
Trasformazioni del corpo in gravidanza
Il corpo della donna nell'arco dei nove mesi di gestazione (40 settimane) subisce notevoli trasformazioni che difficilmente si apprezzeranno nel 1° trimestre di gravidanza, in cui prevalgono le trasformazioni a carico dei genitali esterni, ma saranno evidenti soltanto nel corso del 2° e del 3° trimestre, in quanto l'aumento considerevole dell'utero lo rende visibile agli altri.
Il corpo perderà la propria forma originale, la ritenzione idrica presente in gravidanza associata ad un aumento del peso corporeo ed allo sviluppo dell'utero, tendono a conferire una sensazione di appesantimento generale.
Tali fenomeni possono talvolta creare nella donna problemi di non accettazione o di rifiuto del proprio corpo che cambia; da parte del compagno invece vi è il rispetto ed il timore di violare la sacralità che l'evento maternità rappresenta. Il rifiuto inconscio di un corpo (quello della propria compagna) che non riconosce più come oggetto del desiderio sessuale, crea talvolta disagi all'interno della coppia.
E' importante che nella coppia vi sia dialogo, comunicazione e scambio di sentimenti, soprattutto in questo delicato periodo in cui si sta verificando uno stravolgimento delle abitudini di vita e che va affrontato con razionalità e tanta serenità.
E' importante saper comprendere le variazioni improvvise dell'umore della compagna e gli inspiegabili silenzi o i pianti improvvisi; anch'essa vive sentimenti contrastanti nei confronti della gravidanza.
ANATOMIA E FISIOLOGIA dell'apparato genitale femminile
Vagina e Perineo
Vanno incontro ad un processo di imbibizione che ne rende i tessuti più soffici e morbidi. Nella zona perianale è frequente l'osservazione di ectasie (dieta adeguata, ricca di fibre vegetali e povera di grassi insaturi). La secrezione vaginale aumenta notevolmente assumendo l'aspetto di un fluido viscoso e biancastro, con un Ph variabile da 3,5 a 6 (spesso a termine di gravidanza questo aspetto si amplifica così tanto che non è difficile per la gravida confondersi con la rottura prematura delle membrane).
Utero
Le modificazioni più vistose per effetto della gravidanza avvengono a livello dell'utero. L'organo, inizialmente lungo 6-7 cm, a termine di gravidanza è lungo 30 cm, largo 25 e profondo 20 cm. Il peso si modifica, passando da 50-60 a 1.000-1.500 grammi a termine di gravidanza. L'aumento è dovuto a:
  • ritenzione di acqua nei tessuti uterini;
  • ipertrofia delle fibre muscolari;
  • iperplasia delle medesime.
Aumentano di calibro anche i vasi sanguigni e linfatici.
Durante le prime settimane di gravidanza gli estrogeni influenzano l'ipertrofia e l'iperplasia del miometrio.
Dopo la 10°-12° settimana, all'aumento di volume dell'utero contribuisce in maniera preminente il fattore meccanico della crescita del feto e dei suoi annessi.
Le pareti uterine hanno uno spessore molto maggiore al di fuori della gravidanza: dai 2-3 cm dopo la 12° settimana, si assiste ad un assottigliamento che dalla 20° settimana rimane costante fino a termine di gravidanza (circa 10 mm). Il collo dell'utero durante la gestazione svolge un ruolo passivo ma importantissimo: provvede, infatti, al supporto meccanico per il prodotto del concepimento.
La consistenza del corpo e del collo dell'utero è pastosa. Le ghiandole del canale aumentano la produzione di muco: per questo si forma un tappo mucoso, che ha il compito di isolare e proteggere la cavità uterina dove si sviluppa il feto.
Ovaie e tube
Per l'ingrandimento dell'utero, le ovaie e le tube subiscono un innalzamento.
L'ovulazione si arresta in corso di gravidanza, anche se un certo numero di follicoli possono raggiungere i primi stadi di sviluppo.
Mammelle
In gravidanza le mammelle talvolta aumentano anche considerevolmente di volume già nel corso delle prime settimane. Precocemente si assiste ad un'accentuazione del reticolo venoso sottocutaneo. Alla palpazione il parenchima diventa finemente nodulare per l'ipertrofia dei lobuli ghiandolari. L'areola diventa più scura e compaiono delle piccole rilevatezze in numero variabile, i cosiddetti tubercoli di Montgomery: si tratta di ghiandole sebacee ipertrofiche. Già a partire dalle prime settimane di gestazione inizia la secrezione di una scarsa quantità di liquido, simile a latte, che prende il nome di colostro e che permane fino a 3-4 giorni dopo il parto.
FISIOLOGIA DELLA GRAVIDANZA
E' difficile dare una definizione di fisiologia della gravidanza, ma è importante sottolineare che la gravidanza non è una malattia, bensì uno stato di benessere e un evento fisiologico.
È' importante che la gravidanza sia voluta ed accettata da entrambi i componenti della coppia e che vi sia un'adeguata informazione sulle modificazioni che si verificheranno nell'arco delle 40 settimane di gestazione.
Nella specie umana (presumendo una durata media del ciclo mestruale di 28 giorni) la durata normale della gravidanza calcolata dal giorno d'inizio dell'ultima mestruazione è di 40 settimane, pari a 280 giorni.
Quando nel corso della gravidanza non si sono verificati eventi degni di nota (patologie o complicanze) ma tutto si è svolto regolarmente ed è giunto il termine della 40° settimana, questa si definisce fisiologica.
Per chiarezza espositiva descriveremo le principali modificazioni che avvengono in gravidanza, modificazioni anatomo-fisiologiche.
Durante la gestazione, l'apparato genitale esterno ed interno va incontro a notevoli modificazioni. La vagina ed il perineo sono soggetti a processi di imbibizione che ne rendono i tessuti più soffici e morbidi; la vagina è iperemica a presenta una caratteristica colorazione cianotica; non raramente si notano dilatazioni varicose delle vene superficiali. Anche nella zona perineale è frequente l'osservazione di ectasie, talvolta molto voluminose, del plesso emorroidario.
Le modificazioni più vistose per effetto della gravidanza avvengono a carico dell'utero: l'organo è inizialmente lungo 6-7 cm, a termine di gravidanza è lungo oltre 30 cm e largo 25, il che corrisponde ad un aumento di volume della sua cavità di 500-1000 volte. Anche il peso si modifica, in proporzione, passando dai 50-60 grammi pregravidici ai 1000-1500 grammi a termine di gravidanza: questo aumento è dovuto alla ritenzione di acqua nei tessuti uterini, all'ipertrofia delle fibre muscolari e alla formazione di nuovi fasci di fibre.
L'interno dell'utero, oltre al prodotto del concepimento, ospita anche la placenta e gli annessi ovulari, che sono le strutture dell'uovo che non fanno parte del corpo fetale.
Gli annessi ovulari sono placenta, membrane (amnios e corion), liquido amniotico e funicolo ombelicale.
Di questi, il più importante per le sue complessità funzionali è senz'altro la placenta, un organo altamente differenziato che serve per la respirazione e la nutrizione del feto e che presenta un'attività endocrina complessa.
Alla fine della gravidanza la placenta ha forma discoide, con uno spessore alla periferia di circa ½ cm e, al centro, di 2-4 cm, il diametro è di 16-20 cm, il suo peso è compreso tra i 500 e i 600 grammi, circa un sesto del peso fetale. Nella placenta si distinguono:
  • una faccia fetale rivolta al feto;
  • una faccia materna che aderisce alla parete uterina.
Il liquido amniotico
Il liquido amniotico è composto per il 98-99% da acqua, non è un “pool ” stagnante: al contrario tutti i suoi componenti sono sottoposti ad un ricambio piuttosto rapido.
Alcuni dei componenti del liquido amniotico sono proteine, creatinina, glucosio, bilirubina, sostanze ormonali e lipidi.
E' contenuto all'interno dell'amnios in quantità di circa 800 ml a termine di gravidanza.
IL FETO
Con i nuovi metodi di indagine ecografica e semplicemente con la palpazione addominale si può stabilire come è posizionato il feto all'interno dell'utero e i rapporti che intercorrono con esso.
Si dirà perciò che il feto è in situazione longitudinale, la più frequente, quando il suo asse cefalo-podalico è parallelo all'asse dell'utero.
Si dirà presentazione la parte grossa fetale, comunemente la testa, che si confronta per prima con lo stretto superiore e quindi con l'esplorazione vaginale viene raggiunta attraverso la bocca uterina.
Per posizione si intende il rapporto che una parte della testa fetale, detta indice della presentazione assume con il bacino.
Convenzionalmente si dirà dunque:
  • OSA: occipito-sinistra anteriore;
  • ODA: occipito-destra anteriore;
  • OSP: occipito-sinistra posteriore;
  • ODP: occipito-destra posteriore.
Nella maggior parte dei casi si ha presentazione di vertice e posizione OSA.
All'interno dell'utero il feto è raccolto su se stesso assumendo la forma di un ovoide adattandosi bene alla cavità uterina (atteggiamento fetale).
La presentazione cefalica o di vertice è la più fisiologica e si presenta nel 90% dei casi.
La testa è dunque la parte più importante e più voluminosa del feto e la meno comprimibile. Poiché essa deve passare attraverso il canale del parto occorre che il suo volume si riduca e i suoi diametri divengano più favorevoli al passaggio. Questo è permesso dalla conformazione delle ossa craniche che non sono completamente ossificate e le linee di contatto delle squame ossee, chiamate suture, si accavallano favorendo in tal modo la plasticità della testa fetale. Importanti ai fini del travaglio sono le fontanelle, spazi più larghi ove confluiscono le suture.
I movimenti impressi dalle contrazioni uterine al corpo fetale nell'attraversare il canale del parto e le resistenze che il corpo incontra durante il parto vengono chiamati fenomeni meccanici.
L'insieme dei movimenti del corpo fetale e i cambiamenti di rapporti che si verificano fra esso e il canale genitale contribuiscono al meccanismo del parto.
Schematicamente il parto si può dividere in 6 tempi:
  • riduzione dei diametri della testa fetale da uno meno favorevole ad uno più favorevole per facilitare il passaggio;
  • progressione: la testa fetale scende dallo stretto superiore al piano perineale;
  • rotazione interna: la testa ruota portandosi al di sotto del pube;
  • disimpegno: la testa viene espulsa all'esterno attraverso l'ostio vulvo-vaginale;
  • rotazione esterna;
  • espulsione totale del feto.
IGIENE DELLA GRAVIDANZA
Significa tutela della salute della gestante e del feto, l'adozione di alcune cautele nella vita di ogni giorno, l'osservanza di alcune norme igieniche generali e di una corretta alimentazione.
MOVIMENTO:
  • Se correttamente dosato, rilassa psicologicamente e promuove la circolazione, la digestione e la funzione intestinale.
  • E' sufficiente fare lunghe passeggiate quotidiane
  • L'uso della bicicletta, l'attività in piscina non sono controindicate
  • La pratica sportiva è altrettanto consentita purché non comporti un rischio elevato di traumi o un affaticamento eccessivo.
VIAGGI:
  • In assenza di complicazioni un viaggio non faticoso può essere effettuato con qualunque mezzo di trasporto, mentre per le lunghe distanze il mezzo migliore è l'aereo.
  • I viaggi lunghi in auto dovranno essere interrotti periodicamente per evitare l'eccessivo protrarsi di una posizione non sempre confortevole. Sono sconsigliati durante il primo trimestre in caso vi sia una minaccia d'aborto e nelle ultime tre settimane di gravidanza per la possibilità che insorga il travaglio indotto dalle vibrazioni del mezzo. Sono sconsigliate le cinture di sicurezza a contenimento solo addominale, consentite quelle a bandoliera.
  • I pericoli dei viaggi sono legati alla possibilità che insorga una complicazione improvvisa senza che ci sia la possibilità di provvedere ad una terapia, alla fatica fisica, alla tensione, all'ansia, alla difficoltà di seguire la dieta abituale.
FUMO:
  • E' consigliato non fumare o comunque ridurre al minimo (5-6 sigarette) il consumo di sigarette, per l'effetto della nicotina sull'apparato cardio-vascolare riducendo la capacità del sangue materno di trasportare ossigeno.
  • Il fumo comporta ritardo della crescita fetale: peso alla nascita inferiore alla media, lunghezza inferiore, circonferenza cranica ridotta, diminuzione del peso placentare.
  • I bimbi nati da madre fumatrice sono più esposti al rischio di allergie e infezioni batteriche virali.
  • Nel latte la nicotina si concentra quattro volte di più rispetto al sangue materno. La madre può andare incontro a perdita precoce del latte poiché il fumo ne inibisce la formazione.
  • Il bambino è più irritabile, si consola meno facilmente e fa più fatica a prendere sonno.
CAFFEINA:
  • La caffeina è contenuta in caffè, thè, cacao e cola e passa la barriera placentare. Accelera il consumo di tutti i nutrienti che la madre passa al bambino che, in questo modo, riceve meno nutrienti rispetto alle sue necessità.
  • Non è necessario privarsene: 1-2 tazzine di caffè al giorno o una coca-cola o una tazza di cioccolata non influiscono.
ALCOOL:
  • Bastano 3-4 bicchieri di vino o 3 bicchierini di superalcolici al giorno per produrre alterazioni del sistema nervoso del bimbo o anomalie della sua crescita in utero.
  • I superalcolici vanno eliminati del tutto ma è consentito un bicchiere di vino a pasto o 2 di birra al giorno.
  • Bisogna considerare anche l'apporto calorico dell'alcool.
RAPPORTI SESSUALI:
  • Non sono controindicati a meno che non vi sia minaccia d'aborto o di parto pretermine;
  • Il desiderio può calare se la gravida è disturbata da nausea, vomito o altri fattori simpatici ed è estraniata dal mondo che la circonda.
  • Nel 3° trimestre è utile trovare una posizione che non comprima il pancione.
IGIENE PERSONALE:
  • L'aumentata attività secretoria delle ghiandole sudoripare e sebacee renderà necessari lavaggi frequenti.
  • Sia il bagno che la doccia possono essere praticati con la frequenza desiderata. Il bagno in vasca, favorendo il rilassamento, può giovare ai dolori di schiena.
  • I capelli tendono a divenire più unti quindi è necessario lavarli più spesso, possono essere schiariti ossigenandoli ma la colorazione è sconsigliata.
  • Dalla 2° metà della gravidanza compaiono le smagliature. Non esistono metodi sicuri per evitarle, ma per prevenirle sarebbe opportuno non aumentare troppo di peso e fare uso di creme idratanti ed elasticizzanti su seno, addome e glutei.
IGIENE INTIMA:
  • Va curata in modo particolare, sia per evitare il disagio causato dalla leucorrea che normalmente si presenta in gravidanza, sia per prevenire le vaginiti. Si possono utilizzare detergenti intimi solidi o liquidi a Ph leggermente acido.
IGIENE DELLE MAMMELLE E DEI CAPEZZOLI:
  • Si deve favorire l'estroflessione dei capezzoli e l'elasticità della cute che li riveste.
  • Il reggiseno deve avere dimensioni adeguate e deve essere strutturato in modo da sostenere un peso maggiore.
  • La detersione va fatta con acqua e sapone asciugando delicatamente con un panno.
  • Saranno utili esercizi di ginnastica del capezzolo da praticare nelle ultime 2-3 settimane.
IGIENE DEL CAVO ORALE:
  • Il vomito, lo ptialismo, i rigurgiti acidi e la tendenza a mangiare fuori pasto favoriscono la comparsa di carie. La pulizia dei denti deve essere frequente. L'iperplasia gengivale determina il sanguinamento delle gengive quindi sarà utile utilizzare spazzolini morbidi e dentifrici e colluttori astringenti.
  • Si possono completare o intraprendere cure dentarie avendo cura di far presente lo stato di gravidanza al dentista che utilizzerà anestetici locali consentiti (privi di adrenalina) e rimanderà eventuali lastre.
ABBIGLIAMENTO:
  • Il requisito principale è la comodità.
  • Evitare tutti i capi troppo aderenti o che ostacolino la circolazione, costringano l'addome o impediscano l'espansione respiratoria del torace. Evitare le calze corte, le giarrettiere elastiche e le autoreggenti.
  • Sono consigliabili le fibre naturali più facilmente lavabili, traspiranti e tessuti non troppo pesanti.
  • La panciera non è indispensabile.
  • In relazione al mutato baricentro ed allo squilibrio in avanti che si crea è bene che la gravida usi scarpe con tacco basso e largo e a pianta larga.
PIROSI ESOFAGEA:
  • E' un senso di bruciore causato dal reflusso del contenuto acido dallo stomaco all'esofago, dovuto allo spostamento dello stomaco verso l'alto e alla sua sovradistensione dopo i pasti.
  • Consigliati pasti piccoli e frequenti nell'arco della giornata e preparati antiacidi.
METEORISMO:
  • E' causato dal rallentamento della peristalsi. Sono sconsigliati alcuni cibi che favoriscono la formazione di gas come i fagioli e gli altri legumi, i cavoli, i dolci e le fritture.
STIPSI:
  • Si consiglia una dieta contenente frutta fresca, verdura e fibre, un regolare apporto di acqua ed il movimento. Se ciò non bastasse si può utilizzare un blando lassativo.
EDEMI DECLIVI:
  • Sono la conseguenza della stasi del circolo causata dall'ostacolo al deflusso venoso nei territori della vena cava inferiore (si accentua nel 3° trimestre).
  • Stendersi in decubito laterale sinistro di tanto in tanto nell'arco della giornata.
  • Tenere i piedi leggermente sollevati da terra ogni volta che ci si siede.
VARICI:
  • Compaiono agli arti inferiori e alla vulva, dovute all'aumento della pressione venosa nei distretti della vena cava inferiore che causa la dilatazione delle pareti venose sollecitandone la già modesta elasticità.
  • Compaiono più spesso se la gestante passa molto tempo ferma in piedi.
  • Si consiglia di tenere i piedi e le gambe sollevate da terra quando la donna è seduta.
  • In piedi indossare scarpe basse, muovere spesso le gambe (la contrazione dei muscoli agisce come una pompa e favorisce il ritorno venoso).
  • Rimuovere ogni ostacolo al ritorno venoso (calzettoni, gambaletti).
  • Utilizzare collants a compressione graduata.
  • Stendersi tenendo le gambe sollevate rispetto al tronco.
EMORROIDI:
  • La loro comparsa è favorita dall'aumento della pressione venosa e dalla stipsi, si possono manifestare anche in seguito al parto.
  • Il dolore può essere mitigato da applicazioni locali di ghiaccio o di pomate prescritte dal medico.
  • Dopo il parto è frequente la scomparsa o il netto miglioramento.
CRAMPI ALLE GAMBE:
  • Sono contratture muscolari causate da una carenza alimentare di calcio.
  • E' consigliata la correzione della composizione della dieta.
  • Quando il crampo si manifesta appoggiare i piedi a terra ed alzarsi ripetutamente sulla punta degli stessi, afferrare con una mano la punta del piede e tirarla con forza verso l'alto allo scopo di distendere i muscoli del polpaccio, con la mano libera massaggiare la zona dolente.
DOLENZIA SOVRAPUBICA:
  • Spesso è legata alla distensione dei legamenti rotondi che si accompagna all'aumento di volume dell'utero.
  • In genere recede con il riposo, se compare in posizione distesa si attenua con il cambiamento di posizione da un fianco all'altro.
AFFATICABILITA' E SONNOLENZA:
  • Spesso insorgono durante lo svolgimento di attività che prima si svolgevano con disinvoltura, la sonnolenza compare ad orari inconsueti in precedenza.
  • Assecondare quando è possibile queste tendenze che sono la manifestazione del bisogno di riposo da parte dell'organismo che lo stato di gravidanza impegna massivamente sul piano metabolico.
INSONNIA:
  • Compare soprattutto nell'ultimo trimestre, può essere causata dalla difficoltà di trovare una posizione confortevole nel letto, da energici movimenti fetali, da piccole contrazioni uterine o da motivi psicologici.
  • L'utilizzo di una tisana calda, di un bagno rilassante o di una lettura prima di andare a letto può essere utile.
  • Un piccolo cuscino a sostegno dell'addome può rendere più comodo il decubito laterale.
  • Le tecniche di rilassamento si prestano a facilitare il sonno.
PRURITO:
  • Insorge spesso di sera al seno, al palmo delle mani, all'addome. E' legato all'aumentata secrezione delle ghiandole sottocutanee, all'edema e alla sovradistensione della cute.
  • Sono consigliati bagni caldi in acqua alcalinizzata (sali da bagno).
MINZIONE FREQUENTE:
  • .E' dovuta all'effetto della compressione che l'utero sviluppandosi esercita sulla vescica nel 1° trimestre e per effetto della pressione esercitata dalla testa fetale nel 3° trimestre.
ALIMENTAZIONE:
Un'alimentazione corretta è uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza ed il normale accrescimento del feto, infatti durante la gestazione è essenziale assicurare alla madre non solo l'energia e i nutrimenti necessari per mantenersi in buona salute, ma anche necessari per consentire la formazione di nuovi tessuti e di riserve energetiche che verranno utilizzate nel corso dell'allattamento.
Il tipo di alimentazione da seguire in gravidanza non si discosta molto da quello da seguire in altri periodi, le differenze sono legate principalmente all'aumento del fabbisogno energetico.
Durante la gravidanza è infatti sufficiente aumentare l'apporto calorico della dieta nella misura di circa 200 calorie al giorno pari a circa il 10% del fabbisogno in condizioni abituali, di particolare rilievo è anche l'aumento nell'assunzione di proteine, calcio, fosforo, acido folico, vitamina D.
Per il soddisfacimento di tali bisogni alimentari è sufficiente seguire una dieta varia comprendente: latte, latticini, carne, pesce, uova, legumi, cereali e derivati, frutta e verdura, olio d'oliva.
E' quindi del tutto infondato il detto popolare che in gravidanza la donna deve mangiare per due, anzi l'aumento di peso della gravida va attentamente sorvegliato, cercando di fare in modo che esso sia graduale e non superi, al termine di gravidanza, 10-12 Kg. Questo aumento dovrebbe essere compreso tra 1-2 Kg nel primo trimestre e fra i 350-400gr a settimana nei periodi successivi.
Durante la gravidanza è opportuno ridurre l'uso del sale nella preparazione delle pietanze. E' importante evitare il consumo di carni o pesci crudi o poco cotti, nonché di insaccati per evitare il rischio di contrarre la toxoplasmosi, infezione che, se si verifica in donne non immuni nei primi stadi di gravidanza, può provocare gravi danni al feto.
CONTROLLI A TERMINE DI GRAVIDANZA
Nel corso della 36° settimana di gravidanza, iniziano i controlli routinari a cui la donna deve sottoporsi per accertarci delle condizioni di benessere fetale.
Le gravide vengono invitate dal ginecologo a contattare l'infermiera dell'ambulatorio della sala parto per fissare l'appuntamento per l'esecuzione del tampone vaginale per la ricerca dello streptococco di gruppo B e per l'esecuzione degli eventuali esami emato-chimici nel caso dobbiate sottoporvi a Taglio Cesareo.
L'ostetrica darà alla gravida, in questa sede, tutte le informazioni relative alla possibilità di donare il sangue cordonale subito dopo il parto. La gestante verrà invitata a contattare telefonicamente le ostetriche della sala parto dopo una settimana circa per conoscere il risultato del suo tampone e se questo è negativo le verrà fissato l'appuntamento per compilare il questionario da allegare alla sacca di sangue cordonale raccolto.
Durante la 38°-39° settimana, la gravida contatterà l'ostetrica per fissare l'appuntamento per l'esecuzione del primo tracciato cardiotocografico, la visita ostetrica, il controllo del quantitativo di liquido amniotico e la rilevazione della pressione arteriosa; questo a partire dalla 40° settimana.
I controlli successivi verranno comunicati di volta in volta.
Le gravide saranno accolte dalle ostetriche presenti nell'ambulatorio di cardiotocografi e saranno sottoposte ad una registrazione cardiotocografica. L'esame prevede nell'applicazione sull'addome di due trasduttori: uno per la registrazione del battito cardiaco fetale e uno per la rilevazione dell'attività contrattile uterina. I due trasduttori sono fermati da una cintura elastica e collegati ad un apparecchio che registra su carta scorrevole questi due dati importanti ai fini di una diagnosi di benessere fetale. La registrazione ha una durata variabile tra i 10 e i 60 minuti, dopodiché il ginecologo di guardia controllerà il quantitativo di liquido amniotico. Successivamente è prevista una visita ostetrica per accertarsi delle avvenute o non modificazioni del collo dell'utero.
Nel caso in cui non abbia ancora partorito, alla 41° settimana e 5 giorni, la donna viene ricoverata.
L'ACCOGLIENZA ED IL RICOVERO
Eccoci finalmente giunte al giorno tanto atteso della nascita del vostro bambino, il conto alla rovescia è terminato! Saper riconoscere i prodromi del travaglio dal travaglio conclamato è utile ai fini del ricovero in ospedale.
Il ricovero ospedaliero può essere urgente o ordinario.
Urgente: può avvenire in qualsiasi momento della giornata; sono considerate urgenze il travaglio di parto, la rottura delle membrane, le perdite ematiche, eccetera.
Ordinario: è un ricovero programmato, avviene di solito la mattina alle sette direttamente in reparto di maternità (ad esempio, per un taglio cesareo programmato).
Al momento del ricovero in sala travaglio troverete sempre ad accogliervi l'ostetrica ed il medico che con cortesia e cordialità vi faranno accomodare in ambulatorio per sottoporvi all'esecuzione del tracciato. Il ginecologo vi sottoporrà alla visita per accertarsi delle modificazioni avvenute a carico del collo dell'utero e terminerà la compilazione della cartella clinica. L'ostetrica rileverà la pressione arteriosa ed eseguirà il controllo dell'albumina nelle urine.
Se il travaglio non è in fase attiva, verrete accompagnate nel reparto di maternità dove rimarrete in attesa che le contrazioni diventino più intense e regolari; durante questa permanenza sarete accudite dall'ostetrica del reparto che ad intervalli rileverà il battito cardiaco del bambino, valuterà la regolarità delle contrazioni ed eventualmente vi sottoporrà alla visita.
Nel caso in cui il travaglio sia in fase attiva, verrete accompagnate nella stanza del travaglio dove toglierete i vostri abiti per indossare un camice in dotazione in sala parto.
Se non ci sono complicazioni l'ostetrica vi lascerà libere di muovervi, di camminare o anche di restare a letto e sarete incoraggiate ad urinare spesso.
In sala travaglio è gradita la presenza del compagno o di un vostro famigliare, che vi rimarrà accanto per tutto il periodo del travaglio ed anche del parto.
L'ostetrica della sala parto è sempre presente e disponibile ad assecondare ogni vostro bisogno o desiderio, seguirà costantemente il vostro travaglio, vi aiuterà e vi sosterrà psicologicamente, vi metterà al corrente di ciò che vi succederà in tale periodo al fine di aiutarvi a superare le paure e le ansie.
E' importante sottolineare che in travaglio sarete libere di assumere le posizioni che riterrete più comode e che vi aiutino a sopportare meglio il dolore, anche durante il periodo espulsivo potrete assecondare il bisogno di spingere in terra, accucciate o coricate sul letto.
Inoltre se non ci sono fattori di rischio avrete la possibilità di utilizzare la vasca per alleviare il dolore delle contrazioni sia durante il travaglio che per il parto.
I parenti possono accedere alla sala travaglio uno alla volta indossando gli appositi calzari.
Che cosa dovete portare con voi? La valigia con i vostri effetti personali, il tesserino sanitario e gli abiti del neonato.
FISIOLOGIA DEL TRAVAGLIO
Il travaglio di parto assume un valore importante per la gravida perché in esso si assommano tutte le paure, le tensioni, le aspettative della gravidanza.
Prepararsi bene ad affrontare il travaglio vuol dire viverlo serenamente e con la consapevolezza che alla fine tutto si risolverà nel migliore dei modi.
Circa i fattori responsabili dell'inizio del travaglio non c'è ancora nulla di preciso, varie sono le ipotesi: modificazioni dell'equilibrio ormonale, mutamenti di dimensioni dell'utero dovuti alla tensione delle fibre muscolari, produzione di ormoni preposti alla stimolazione della contrattilità uterina.
Si suole distinguere il travaglio in:
  1. pre-travaglio
  2. fase prodromica
  3. fase dilatante
Il pre-travaglio è quella fase che si verifica nelle ultime settimane di gravidanza in cui si hanno un certo numero di cambiamenti:
  • il segmento uterino inferiore si espande permettendo alla testa del bambino di abbassarsi e di impegnarsi nel canale da parto, si avverte quindi una sensazione di sollievo perché il fondo uterino non raggiunge più il torace, il respiro diventa più facile, cuore e stomaco lavorano più facilmente.
  • la compressione data dalla testa del bambino limita la capacità espansiva della vescica che deve quindi essere vuotata più spesso.
  • con l'avvicinarsi del parto compaiono delle contrazioni irregolari che non comportano sensazioni dolorose dette contrazioni di Braxton-Hicks.
Si parla di fase prodromica quando le contrazioni uterine diventano ritmiche e avvertite come sensazioni fastidiose e si può apprezzare l'addome teso e indurito.
Il tempo è di difficile definizione ma si ritiene che il periodo prodromico possa durare alcune ore. La sensazione di fastidio porta la gravida a sentirsi insofferente e aumenta il disagio se compaiono nausea e diarrea associate a dolori lombosacrali.
Che fare quando inizia il periodo prodromico e ci si rende conto che “il grande momento sta arrivando?”
Bisogna aspettare a casa propria, cercando di rilassarsi e mantenere la calma e, per quanto è possibile, svolgere le normali funzioni quotidiane.
Si consiglia di recarsi in ospedale quando da almeno due ore consecutive si avvertono contrazioni regolari e dolorose con un intervallo di circa 5 minuti (per le primi gravide)
Per le pluripare i tempi del travaglio sono meno prevedibili quindi si consiglia di recarsi in ospedale quando l'attività contrattile diviene regolare. Per tutte le gravide è indicazione per il ricovero la rottura delle membrane indipendentemente dalla comparsa di contrazioni.
Nel periodo prodromico si può perdere il tappo mucoso, formazione gelatinosa che chiude il collo dell'utero durante la gravidanza, a cui si associa una modesta perdita di sangue dovuta alla rottura dei capillari superficiali del canale cervicale.
Si dice invece periodo dilatante quando si attuano le modificazioni del collo dell'utero e la progressione della parte presentata nel canale da parto.
E' il momento più intenso, doloroso e carico di tensione emotiva per la donna perché corrisponde alla fase attiva del travaglio. Le contrazioni si fanno via via più frequenti, prolungate e non solo fastidiose ma dolorose interessando tutto l'addome in special modo al di sopra del pube e nella zona delle fosse iliache.
Il periodo dilatante si compone essenzialmente di:
  • fenomeni dinamici o materni
  • fenomeni meccanici o fetali.
Le modificazioni del collo dell'utero avvengono allorché inizia l'attività contrattile, che è composta da:
  • la contrazione, che è un temporaneo, brusco e notevole accorciamento delle fibre muscolari;
  • una pausa, fase interposta tra due contrazioni, in cui le fibre muscolari sono relativamente distese;
  • la retrazione che è l'accorciamento stabile delle fibre muscolari.
Un buon travaglio si considera tale quando la frequenza delle contrazioni è in numero di 3-4 in circa 10 minuti.
Se la dinamica uterina è costante ad ogni contrazione le fibre muscolari del corpo si accorciano, mentre il collo, povero di muscolatura ma ricco di fibre elastiche, si riduce fino a scomparire dilatandosi progressivamente. Con la scomparsa del collo, l'orifizio uterino esterno del canale cervicale verrà chiamato, d'ora in poi, bocca uterina.
Ad ogni visita si vedrà di quanto la bocca uterina verrà dilatata. Si sentirà dunque parlare di collo raccorciato o scomparso, pervio al dito o dilatato di 3-4 cm, 6-7 e, alla fine, dilatazione completa.
Se la gravida lo richiede, quando la dilatazione è avanzata, la testa fetale è adattata allo stretto superiore del canale del parto, l'attività contrattile è regolare e in assenza di alterazioni del battito cardiaco fetale, può proseguire il travaglio in acqua.
Per dilatazione completa si intende quando la cavità vaginale e quella uterina comunicano liberamente e non si sentono più i bordi della bocca uterina intorno alla parte presentata (testa fetale).
Durante il periodo dilatante c'è la formazione della borsa anteriore delle acque; ciò è dovuto al fatto che una piccola quantità di liquido amniotico, sotto lo stimolo delle contrazioni, si porta davanti alla testa fetale formando una piccola “sacca” che esercita una costante pressione sulla cervice favorendone la dilatazione. Si sentirà dunque parlare di membrane integre quando, durante la visita, si avverte la presenza del sacco, e di membrane rotte quando si vedrà la fuoriuscita del liquido amniotico.
Normalmente la rottura del sacco dovrebbe avvenire quando il canale cervicale è ampiamente dilatato ma talvolta accade che la rottura avvenga molto prima; perciò si parlerà di rottura prematura delle membrane quando il sacco si rompe al di fuori del travaglio senza la presenza di contrazioni.
Sotto la spinta delle contrazioni, rotto il sacco e a dilatazione completa, la parte presentata fuoriesce dalla bocca uterina, attraversa la vagina e raggiunge il pavimento pelvico dando inizio al periodo espulsivo.
IL DOLORE DEL TRAVAGLIO
Il dolore, nel travaglio, costituisce una delle grandi paure della gravidanza e uno dei problemi che molto spesso dettano il comportamento della donna di fronte alla nascita.
Il dolore ha due componenti: una attuale, che è data dalla percezione fisica del dolore, che si genera in una zona del nostro corpo e viene trasmessa al cervello; l'altra, futura, è data dalla “paura del dolore che deve venire”, da una aspettativa ansiosa e talvolta angosciante del dolore stesso.
Questa seconda componente è la più difficile da controllare e sopportare, perché abbraccia un lungo periodo di tempo. Essendo il dolore da parto una sensazione spiacevole, è chiaro come fino ad oggi, dagli albori della storia, si sia messo il massimo impegno per combatterlo.
Occorre quindi che si guardi a questa realtà con lucidità e serenità senza crearsi drammi o provocare angoscia, ma anche senza determinare false aspettative.
Un certo dolore durante il travaglio e il parto c'è, ma ben sopportabile e accettato senza grandi problemi dalla maggior parte delle donne.
LA SORVEGLIANZA DEL TRAVAGLIO FISIOLOGICO
OPERATORI:
  • Ostetrica, responsabile diretta del travaglio;
  • Medico, responsabile indiretto del travaglio, perché chiamato se insorge una patologia o un dubbio diagnostico;
  • Ostetrica del reparto di ostetricia, chiamata come aiuto per il travaglio e sempre per l'espletamento del parto quale collaboratrice per l'ostetrica responsabile diretta del travaglio;
  • Ausiliaria, collabora con l'ostetrica nel soddisfare i bisogni della gravida ed espleta le mansioni autonome del reparto.
ASSISTENZA NEL PERIODO DILATANTE
1 - Rilevazione del battito cardiaco fetale e delle contrazioni uterine:
  • saltuario
  • ogni 10-15 minuti in vasca
  • costante in presenza di tecniche farmacologiche
  • costante in presenza di patologie
2 - Visita vaginale:
  • nel periodo dilatante ogni due ore circa
3 - Posizioni materne:
  • libera, a scelta della gravida
  • libera in vasca
  • allettata in situazioni patologiche
4 - Alimentazione:
  • assunzione a piccole dosi di sostanze preferibilmente liquide
5 - Diuresi:
  • si consiglia una minzione frequente
6 - Igiene della gravida:
  • autonoma (es. doccia, bidet, ecc) e fisiologica
  • allettata e patologica in collaborazione tra ostetrica e ausiliaria
7 - Interventi che modificano il travaglio fisiologico:
  • rottura del sacco amniotico (amniorexi)
  • uso di ossitocina per indurre l'attività contrattile quando esse è carente
  • esecuzione di esami pre-operatori urgenti in situazioni patologiche materno-fetali che possono intervenire durante il travaglio fisiologico
CONDOTTA ASSISTENZIALE IN TRAVAGLIO
Il ruolo dell'ostetrica è di fondamentale importanza nella conduzione del travaglio perché oltre alla competenza professionale deve svolgere un valido supporto psicologico. Deve assumere un atteggiamento fiducioso e sereno per rendere la gravida calma e attenuare ansie e paure. E' bene che sia presente il marito o qualunque altra persona che le sia gradita ed è giusto spiegare quali cose si eseguono durante il travaglio.
Nella fase dilatante l'ostetrica si limita alla sorveglianza del benessere fetale e materno.
Quali sono le metodiche in uso nel nostro ospedale?
  • al momento del ricovero si esegue il monitoraggio cardiotocografico per valutare la presenza di contrazioni, la qualità e la frequenza e controllare il rapporto tra queste e il battito cardiaco fetale;
  • periodicamente si valutano le modificazioni del collo dell'utero, se vi è perdita di liquido amniotico, se la parte presentata progredisce nel canale da parto;
  • si eseguono procedimenti terapeutici se il medico lo ritiene necessario. Ad esempio si può iniziare la stimolazione farmacologia con ossitocina per stimolare e regolarizzare la contrattilità uterina, o si può eseguire un terapia antispastica per “ ammorbidire il collo”;
  • se le condizioni locali lo permettono e non si è ancora rotto il sacco amniotico si può provvedere ad amniorexi. Allorché la dilatazione è completa, la parte presentata sta progredendo e la donna ha la sensazione e la voglia di spingere si può dire che ha inizio il periodo espulsivo.
PARTO FISIOLOGICO
E' giunto il vostro grande momento! La dilatazione è completa, il sacco è rotto la sensazione di premito è sempre più intensa, iniziano ora le spinte che porteranno alla nascita del vostro bambino.
La vagina viene progressivamente distesa dalla parte presentata e le sue fibre, che sono prevalentemente elastiche, risalgono verso l'alto permettendo la costante discesa della testa verso il piano perineale.
Anche il perineo si distende progressivamente sotto lo stimolo delle contrazioni fino a che si vede affiorare la parte presentata dalla rima vulvare.
Prima di passare ai fenomeni meccanici o fetali occorre dare un accenno di anatomia del bacino. Nel suo insieme il bacino può essere paragonato ad un cilindro irregolare con asse rivolto in avanti. La parte anteriore, la più breve, è costituita dal pube (4-5 cm), la parte posteriore, più lunga, costituita dalla faccia interna del sacro e coccige (12,5 cm). Le pareti laterali sono irregolari e sono costituite dalle grandi ossa pelviche. Il piccolo bacino, o piccola pelvi, assume grande importanza in travaglio perché la parte presentata deve passare attraverso i vari piani delle pelvi. Per comodità si suole distinguere:
  • lo stretto superiore che ha la forma che ricorda un cuore di carta da gioco, è detto ingresso pelvico ed è il primo ostacolo che il feto deve attraversare;
  • lo stretto pelvico o stretto medio, situato al di sotto dello stretto superiore;
  • lo stretto inferiore è invece la porta d'uscita del canale da parto.
Sia nello stretto medio che in quello inferiore, la parte presentata deve cercare un diametro più favorevole per progredire. Il diametro più favorevole tra le varie parti del bacino e la parte presentata è l'antero-posteriore.
Il feto attraversando i vari piani del canale da parto segue un asse immaginario che è perpendicolare al piano dello stretto superiore, forma poi un angolo aperto in avanti a livello dello stretto medio, di conseguenza il feto per uscire deve compiere una curva rivolta prima anteriormente poi anteriormente e in alto.
I fenomeni del parto sono:
  • progressione: la parte presentata avanza lungo il canale da parto spinta dalla contrazioni;
  • rotazione interna: a livello dello stretto medio la testa fetale è costretta a compiere una piccola rotazione per proseguire il suo tragitto in maniera più agevole;
  • disimpegno della testa: per effetto delle contrazioni e delle spinte materne la testa viene espulsa dalla vulva;
  • rotazione esterna: dopo l'uscita della testa anche le spalle devono entrare e progredire nel canale da parto, per questo motivo la testa ruota insieme alle spalle che si orientano in modo tale da poter essere espulse;
  • espulsione totale: con un movimento di flessione laterale del tronco le spalle si liberano ed il bambino viene espulso.
CONDOTTA ASSISTENZIALE DURANTE IL PARTO
Il compito principale dell'ostetrica è di assistere al disimpegno della testa facendo in modo che risulti meno traumatico possibile per il bambino, cercando di proteggere il perineo della donna. E' al momento del parto che l'ostetrica decide se conviene praticare o no l'episiotomia. E' un'incisione del perineo della donna eseguita quando la testa preme sul margine vulvare, per facilitare la fuoriuscita della parte presentata e per proteggere i tessuti molli materni da possibili lacerazioni.
L'episiotomia può essere di tre tipi: mediana, laterale, medio-laterale, la più frequente. Viene effettuata a destra per maggiore praticità nella riparazione.
Il taglio è di per se poco doloroso data la scarsa innervazione della zona e l'impegno della donna nella spinta che la distraggono momentaneamente.
Essa è indicata:
  • quando si vuole accelerare la nascita del feto perché lo si ritiene sofferente;
  • se il disimpegno risulta ostacolato da una eccessiva rigidità del pavimento pelvico;
  • per prevenire lacerazioni gravi;
  • in caso di parto prematuro, per ridurre al minimo i danni al feto.
Una volta nato il bambino viene posto sulla pancia della mamma se questa lo desidera e si favorisce l'attaccamento al seno. Passato qualche minuto si pinza il cordone ombelicale e lo si recide. Se la donna desidera donare il sangue cordonale e non ci sono fattori sfavorevoli il cordone verrà clampato subito dopo la nascita del bimbo e dopo accurata disinfezione del restante funicolo e preparazione di un campo sterile, si provvede alla raccolta.
Da questo momento il piccolo deve affrontare da solo i primi ostacoli della vita autonoma extrauterina, deve compiere i primi atti respiratori ed adattarsi alla nuova temperatura ambientale.
Subito dopo la nascita gli verranno prestate le prime cure: gli verranno liberate le prime vie aeree dal muco con un piccolo aspiratore, sarà asciugato con dei telini caldi, gli verrà applicato il braccialetto di riconoscimento con i dati anagrafici dei genitori, la data e il numero progressivo di nascita.
Lo stesso bracciale viene applicato anche al braccio della neo-mamma
Il piccolo sarà poi affidato alle cure delle infermiere del nido.
Da ultimo la neo-mamma deve aspettare il secondamento.
Per secondamento si intende il distacco e la fuoriuscita della placenta, esso avviene in un tempo variabile da pochi minuti fino ad un'ora dopo la nascita del bimbo e richiede un piccolo sforzo espulsivo non doloroso da parte della puerpera.
Se non ci sono lacerazioni perineali e non è stata praticata l'episiotomia, il parto può dirsi concluso.
Il medico provvede alla sutura qualora ce ne sia bisogno, questa verrà eseguita in anestesia locale. I punti di sutura nella maggior parte dei casi non devono essere rimossi perché si riassorbono e cadono da soli.
Oltre all'ostetrica, al medico e all'infermiera del nido in sala parto vi è anche il padre o un familiare scelto dalla gravida, la loro presenza crea una sorta di intimità, di sicurezza e può essere fonte di tranquillità, solidarietà e coraggio per la donna che deve partorire. Per il padre invece significa sentirsi più partecipe, più attivo nella nascita di suo figlio.
Dopo il parto l'ostetrica provvede a controllare lo stato di retrazione e contrazione dell'utero che deve formare il cosiddetto globo di sicurezza, necessario perché si riduca la perdita ematica.
Successivamente l'ostetrica compila gli attestati di nascita che consegnerà alla puerpera spiegandole le varie procedure burocratiche. Trascorse le due ore del post-partum, in cui la donna viene assiduamente controllata dall'ostetrica, viene invitata ad urinare, a provvedere alla propria igiene intima e se lo desidera può fare una doccia; dopodiché viene accompagnata in reparto di degenza.
IL TAGLIO CESAREO
Il taglio cesareo è un intervento chirurgico che consiste nell'estrazione manuale del feto dall'addome materno previa incisione dei tessuti.
La degenza ospedaliera è lievemente superiore rispetto al parto spontaneo; la dimissione avviene alla 5° giornata. Il rapporto col bambino può talvolta essere più impegnativo per la difficoltà camminare nelle giornate successive all'intervento, ma sono eventi che si superano in breve tempo.
La mobilizzazione avviene il giorno successivo all'intervento, con rimozione del catetere vescicole e breve passeggiata in bagno. In alcuni casi il taglio cesareo può essere prevedibile: ad esempio, nel caso di posizione podalica, gravidanza gemellare, può essere prefissato il giorno dell'intervento.
Un pregresso taglio cesareo non implica l'esecuzione assoluta di un successivo taglio cesareo.
Di solito lo si effettua nel corso della 39° settimana di gestazione.
Il taglio cesareo non comporta la sospensione dell'allattamento, anzi il bambino viene attaccato al seno il giorno stesso dell'intervento.
Preparazione al taglio cesareo programmato
Il giorno stabilito dell'intervento, all'ingresso la gravida indosserà un camice aperto davanti (per agevolare le manovre di disinfezione della cute) e sarà praticata la tricotomia (rasatura dei peli sovrapubici) per evitare infezioni della ferita.
Il medico di turno effettuerà la visita ostetrica di accettazione.
L'ostetrica termina la compilazione della cartella clinica rilevando la pressione arteriosa e dosando l'albuminuria, rileva il battito cardiaco fetale e, previa disinfezione dei genitali esterni, inserisce il catetere vescicale.
Sarà quindi infusa la terapia antibiotica e, in base al tipo di anestesia scelta, la donna sarà sottoposta a terapia idratante.
Pochi minuti prima di accedere alla sala operatoria è prevista, se prescritta, la preanestesia.
In sala operatoria sarà presente il personale infermieristico, l'anestesista, i ginecologi che eseguiranno l'intervento, l'ostetrica che accoglierà nelle sue mani il vostro bimbo, il pediatra, l'infermiera del nido che coadiuva il medico durante la prima visita neonatale.
Terminato l'intervento la madre è riaccompagnata in una stanza della sala travaglio dove rimane per circa 2 ore, assisti da un parente; l'ostetrica provvederà a controllare le perdite ematiche, i parametri vitali (pressione, polso, diuresi) e la terapia infusiva post-operatoria.
Trascorse le due ore del post-partum, l'ostetrica, con l'aiuto dell'ausiliaria, eseguirà un accurato bidet, sostituirà la biancheria sporca del letto prima dell'accompagnamento nel reparto di ostetricia.
Taglio cesareo d'urgenza
Vi sono casi in cui la necessità di ricorrere al taglio cesareo nasce all'improvviso, per sofferenza fetale acuta durante il travaglio oppure la decisione matura gradualmente per mancanza di progressione della parte presentata, oppure fuori travaglio per una gestosi ribelle alla terapia, eccetera.
Le procedure sono le stesse sopra elencate; talvolta, però, sarà necessario eseguire in tempi brevi gli esami ematochimici urgenti, l'elettrocardiogramma e la visita anestesiologica
I giorni seguenti il taglio cesareo
Il giorno dopo l'intervento, verrà rimosso il catetere vescicale, sarà rinnovata la medicazione dell'incisione chirurgica e con l'aiuto dell'ostetrica e dell'infermiera, la neo mamma sarà incoraggiata a scendere dal letto.
Le medicazioni verranno rinnovate secondo un protocollo stabilito.
Nei giorni successivi la donna acquisterà la forza necessaria per accudire e allattare il vostro bambino.
La montata lattea arriva anche con il taglio cesareo: il bambino viene dunque attaccato al seno dopo poche ore dall'intervento.
Il taglio cesareo richiede un periodo di tempo più lungo prima che la paziente si ristabilisca completamente.
TRAVAGLIO E PARTO IN ACQUA
Una modalità di assistenza alternativa al travaglio e parto tradizionali è offerta dall'uso dell'acqua. La possibilità di utilizzare la vasca durante il travaglio rappresenta un evento importante per favorire il parto naturale, l'uso dell'acqua offre numerosi vantaggi fisici ed emotivi e si è rivelato particolarmente gradito alle donne.
Non comporta effetti collaterali dannosi, è quindi una modalità di assistenza che può essere utilizzata ogni qualvolta che vi è la richiesta da parte della gravida, naturalmente il suo utilizzo dipende dalla disponibilità della vasca, dall'assenza di situazioni di rischio e dalla possibilità di offrire un'assistenza continua alla donna.
Nella vasca la futura mamma si rilassa e si muove più facilmente, il calore dell'acqua favorisce il rilasciarsi dei muscoli del pavimento pelvico, abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta quello delle endorfine, sostanze naturali che hanno un effetto antidolorifico.
Il bimbo viene alla luce in un elemento che gli è familiare, simile al liquido amniotico, la temperatura dell'acqua, sovrapponibile a quella corporea, rende il passaggio dall'utero all'ambiente esterno meno traumatico.
La donna che decide di travagliare o partorire in acqua deve compiere una scelta precisa e meditata, ciò non impedisce comunque, in corso di gravidanza o addirittura durante il travaglio di cambiare idea e scegliere di partorire fuori dalla vasca.
Inoltre la futura mamma può decidere di travagliare in acqua e partorire fuori.
Questa metodica è particolarmente indicata per tutte quelle gravide che hanno un travaglio molto lungo, per favorire il recupero di energia e riposo, nei travagli molto intensi con pause brevi, per le donne molto ansiose e quelle che presentano forti dolori lombari.
Sono ammesse all'utilizzo della vasca tutte le gestanti che ne fanno richiesta con gravidanza singola a decorso fisiologico, con un'epoca gestazionale compresa fra 37 e 42 settimane, con travaglio in fase attiva (collo scomparso, dilatazione 5 centimetri circa, contrazioni intense e regolari).
Prima dell'accesso in acqua occorre eseguire una rilevazione cardiotocografica di almeno 30 minuti, incanulare una vena e rilevare la pressione arteriosa.
In vasca il battito cardiaco fetale viene monitorizzato ogni 10-15 minuti, ogni 30 minuti circa viene controllata la temperatura dell'acqua che deve essere mantenuta costante a circa 37°.
Nel caso insorgano complicazioni durante il travaglio o il parto, la gravida sarà invitata ad uscire dalla vasca.
Se il parto avviene in acqua, il cordone non verrà clampato immediatamente, ma dopo circa 10 minuti, se il partner lo desidera dopo il clampaggio può tagliare egli stesso il funicolo.
Dopo la nascita il bimbo è lasciato in acqua sull'addome materno, con un'estrema attenzione alla testa, che deve emergere dall'acqua.
E' consigliabile espletare il secondamento fuori dalla vasca, per una valutazione più corretta della perdita ematica.
ALLATTAMENTO(materno-artificiale-misto)
Per alimentare il neonato, l'allattamento al seno costituisce certamente la miglior soluzione. Basti pensare che il latte materno, nei primi 10 giorni circa, varia continuamente la sua composizione in base a precise esigenze del neonato: il primo latte o colostro, è un concentrato di zuccheri, proteine ed anticorpi per dare energia al neonato, provocargli la peristalsi intestinale facendogli così emettere il meconio e rendergli quella immunità che non è ancora in grado di farsi da solo.
E' quindi naturale che gli addetti ai lavori si sforzino di aiutare le mamme ad allattare con successo, anche se non sempre facile. L'equilibrio degli ormoni, che permette una secrezione efficace di latte, è molto delicato.
Il seno, alla fine della gravidanza, è pronto per iniziare la produzione del latte, ma ha bisogno di un segnale preciso per farlo al momento giusto. Il comando viene dato da una ghiandola importantissima, l'ipofisi, che si trova sotto il cervello.
Fra gli ormoni che produce c'è anche la prolattina, che serve a stimolare il seno a produrre latte. L'ipofisi “si accorge” che non ci sono più feto e placenta in utero e quindi secerne la prolattina, determinando l'arrivo della montata lattea. Il piccolo tuttavia deve iniziare a succhiare il capezzolo perché alla ghiandola arrivi il segnale determinante che stimoli l'ipofisi a produrre prolattina in abbondanza.
Ci sono però molti fattori che influenzano la secrezione dell'ormone. L'ipofisi è infatti situata proprio sotto la zona del cervello che regola le emozioni e quindi gli stati d'animo hanno una forte influenza. Per una buona riuscita dell'allattamento c'è quindi bisogno di un minimo di calma e serenità e a questo scopo è necessario tutto l'aiuto che i familiari e gli amici possono dare. Bisogna cercare di attaccare al più presto il neonato al seno e poi riattaccarlo ogni volta che si sveglia e piange.
La montata lattea si manifesta con una tensione alle mammelle, che sembrano piene di latte anche se, in realtà, la quantità non è tanta.
La neo mamma avverte quindi uno stato di dolenza al seno, che aumenta di volume ed è più caldo. Questa sintomatologia compare solitamente tra la 2° e la 5° giornata dopo il parto.
Per favorire l'arrivo della montata lattea si consiglia di bere almeno due litri di liquidi al giorno. Il seno deve essere lavato ed asciugato delicatamente dopo ogni poppata ed è meglio non usare disinfettanti su areola e capezzolo. Nel caso comparissero ragadi è consigliato l'uso di burro di Karitè.
In genere un neonato si regola autonomamente sulla quantità di latte che vuole succhiare: 80 grammi circa ad ogni poppata, per i primi 10-15 giorni, per poi fissarsi sui 100 grammi a poppata ad un mese. Questi valori sono indicativi, un neonato può mangiare più o meno ma se il peso aumenta e riposa per almeno due ore tra un pasto e l'altro è tutto nella norma.
Un neonato deve crescere circa 20 grammi al giorno e a 10 giorni deve pesare circa quanto pesava al momento della nascita; normalmente l'aumento di peso settimanale di un neonato è di circa 150-200 grammi.
Durante la suzione del neonato può capitare di avvertire mal di pancia: viene infatti stimolata la produzione di un ormone, l'ossitocina, che oltre a far uscire il latte dal seno fa contrarre l'utero e lo fa ritornare rapidamente alle sue dimensioni naturali.
Non è vero che una donna che allatti deve mangiare per due: durante la gravidanza vengono accumulate riserve di energia che vengono utilizzate successivamente. Con l'allattamento, piuttosto, deve bere molto e mangiare molta frutta. Il fatto che il cibo della mamma possa provocare allergie nel lattante non è stato dimostrato.
Attualmente si consiglia di continuare l'allattamento anche in caso di febbre; la sospensione è limitata unicamente se c'è un'infezione diretta della mammella (ascesso).
Il neonato che si alimenta col latte materno ha feci morbide, di colore giallo-verde pisello e il loro odore non è sgradevole. Può evacuare anche dopo ogni poppata senza che questo costituisca pericolo.
La durata dell'allattamento è molto variabile: se possibile, almeno per i primi mesi il latte materno è vivamente consigliato come miglior alimento per il neonato, specie per il fatto che nel latte sono contenuti anticorpi che passando al piccolo gli conferiscono una immunità. Se poi la donna è motivata e il neonato cresce bene, sarà la mamma stessa a decidere quando sospendere l'allattamento al seno.
Generalmente, dal 6° mese in poi, dietro consiglio pediatrico, l'alimentazione del neonato viene arricchita dall'introduzione di cibi solidi.
Se malgrado tutti gli accorgimenti adottati il latte materno non è sufficiente, si dovrà ricorrere, introducendolo nella dieta, anche al latte artificiale, si effettuerà quindi l'allattamento misto.
Riguardo a questo occorre ricordare che è meglio fare un pasto tutto di latte artificiale e un pasto tutto di latte materno, non bisogna cioè mescolare i due tipi di latte che hanno tempi e modi diversi di digestione. Conviene mantenere l'allattamento misto fino a che i pasti al seno siano almeno la metà dei pasti totali, se il latte materno non riesce a soddisfare a sufficienza il bambino, conviene adottare un allattamento tutto artificiale. Mentre gli orari per l'allattamento al seno si adattano alle esigenze del neonato con quello artificiale è meglio rispettare la regola di aspettare almeno 3 ore prima di offrire di nuovo latte al neonato.
Poiché gli zuccheri vengono scomposti tutti col latte artificiale, le feci del neonato si fanno più consistenti fino ad arrivare anche alla stitichezza.
ALIMENTAZIONE DURANTE L'ALLATTAMENTO AL SENO
Allattare al seno il proprio bambino è la scelta migliore che la mamma possa fare. Il latte materno, specie nei primi 6 mesi di vita, consente al neonato l'accrescimento ottimale e gli assicura la migliore protezione possibile, infatti è in grado di garantire al neonato l'acquisizione di tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere nella giusta misura.
Durante il periodo dell'allattamento la mamma deve porre grande attenzione alla propria alimentazione; questa deve assicurare alla nutrice una quantità di energia e di alcuni nutrienti maggiore di quella abituale, per far fronte agli accresciuti bisogni. L'incremento dell'assunzione di energie è maggiore di quello che si rende necessario in gravidanza. Per quanto riguarda le sostanze nutrienti, un importante variazione riguarda le proteine, il cui consumo dovrebbe aumentare nella misura del 40% circa. Aumenta anche la richiesta di vitamine del gruppo B, C, A, E, più consistente diviene anche il fabbisogno di vitamine D che aumenta di 4 volte. Per quanto riguarda l'incremento raccomandato nell'assunzione di calcio, fosforo e iodio è pari a circa il 50%.
Il corretto soddisfacimento di queste necessità alimentari non è difficile, purché si adotti un'alimentazione molto varia comprendente latte, latticini, carne, pesce, uova, legumi, cereali e derivati, verdura, frutta e olio d'oliva.
In alcuni casi può essere utile adottare, su parere medico, un'integrazione della dieta con ferro ed altri minerali nonché con vitamine.
Durante l'allattamento è inoltre importante evitare, o ridurre in modo sostanziale, il consumo di alcuni alimenti, che possono alterare il gusto del latte o causare al lattante piccoli disturbi o reazioni allergiche.
In estrema sintesi, alcuni comportamenti raccomandati con riferimento alla gravidanza e allattamento sono i seguenti:
  • iniziare la gravidanza, per quanto è possibile, in condizioni di peso forma
  • controllare con cura l'aumento progressivo del proprio peso durante la gravidanza
  • porre molta attenzione nella scelta degli alimenti dando la preferenza a pesce, che apporta al feto e al lattante sostanza utili per lo sviluppo del sistema nervoso
  • evitare, o consumare con moderazione gli alimenti sconsigliati
  • astenersi dal fumare
  • mantenere una regolare attività fisica anche ai fini del controllo del peso.
ASPETTI PSICOLOGICI DELL'ALLATTAMENTO AL SENO
L'immagine della donna che allatta rappresenta il simbolo universale della maternità e delle cure amorose che una donna da al suo bambino. L'allattamento - oltre ad offrire al neonato l'alimento migliore - rappresenta una delle occasioni più ricche di contatto, stimolazione e apprendimento per la madre ed il bambino nei primi mesi di vita.
La poppata precoce offre al piccolo l'occasione di ritrovare il contatto pieno e confortante con il corpo della madre, dopo la separazione da lei: per succhiare il seno non solo la bocca del neonato è a contatto con la pelle di lei ma anche la guancia, il naso, il mento e le manine; inoltre, se viene appoggiato nudo sul suo corpo, gode di altre piacevoli sensazioni.
Le numerose stimolazioni che raccoglie sulla faccia, naso, labbra, lingua, bocca e quelle che la madre gli offre mentre lo abbraccia sono molto importanti per il potenziamento delle funzioni vitali come la respirazione e la digestione.
Mentre assapora il colostro e scopre i primi odori, il bambino sperimenta il caldo contenimento delle braccia della madre e può risentire rumori e movimenti familiari come il battito del suo cuore e l'alternarsi del respiro.
Se ha gli occhi aperti, il neonato può già intravedere la linea curva della mammella e l'area più scura del capezzolo arricchendo il contatto di componenti visive.
CORREDINO E PUERICULTURA
Ad una coppia che si appresti a ricevere un nuovo nato è bene consigliare di preparare tutto quanto gli sia necessario qualche mese prima del parto, in modo tale da poter fare con calma, essere preparati all'evenienza di un parto pretermine, evitare di cadere in crisi quando si torna a casa e succede sempre che “manca tutto”, dilazionare un poco le spese.
Prima di tutto bisogna preparare una borsa capiente con tutto il necessario per la degenza in ospedale, sia della mamma, sia del neonato. La degenza media è di 3-4 giorni per il parto spontaneo (escluso il giorno del parto) e di 5 giorni per il taglio cesareo (escluso quello dell'intervento).
Occorre preparare più o meno biancheria per se stesse in modo da potersi cambiare spesso; un'igiene accurata è infatti importantissima come lo è essere ordinate.
In genere per un parto spontaneo occorrono:
  • camicie da notte o pigiami in fibre naturali facilmente lavabili e apribili davanti;
  • vestaglia;
  • ciabatte comode (in plastica per il travaglio ed il parto in acqua);
  • accappatoio in caso di travaglio e parto in acqua;
  • reggiseno: da allattamento della misura idonea;
  • mutande monouso e in cotone, diversi cambi;
  • assorbenti igienici;
  • necessaire per igiene e toeletta;
  • asciugamani.
Per il neonato è sufficiente che vengano preparati 5-6 cambi completi, nel senso che ognuno deve contenere:
PER I NATI DA OTTOBRE A MAGGIO:
  • maglietta intima o body mezza manica di lana e cotone sulla pelle oppure cotone felpato
  • tutina con i piedini oppure coprifasce e ghettine con piedini
  • copertina per culla in stanza
PER I NATI DA GIUGNO A SETTEMBRE:
  • maglietta intima o body di cotone
  • tutina di cotone leggero manica lunga con piedini oppure coprifasce manica lunga e ghettine con piedini
  • copertina di cotone per culla in stanza.
Il neonato viene lavato e cambiato completamente ogni giorno.
A casa dovranno essere preparati lettino e fasciatoio. Per quanto riguarda quest'ultimo, non è necessario acquistare il mobile apposito: bastano una scrivania o un comò di una normale cameretta, con un panno ed un asciugamano sempre pulito.
Se c'è la possibilità, è bene che il piccolo abbia una stanza tutta sua dove dormire, essere cambiato, dove riporre i suoi oggetti e i suoi abitini.
E' necessario che la coppia mantenga un luogo proprio, intimo dove ritrovarsi; l'amore e la serenità dei genitori ha un'importanza preminente nella crescita equilibrata di un bimbo. Il neonato può essere messo nel lettino da subito senza fare il passaggio nella classica culla.
Il lettino va preparato mettendo sul materasso una cerata perché non venga rovinato da pipì o rigurgiti, lenzuolino in cotone, meglio se felpato in inverno, coperta di lana o piumoncino.
Con lo stesso criterio si prepara la carrozzina.
La stanza del bimbo non dovrà essere troppo calda, al massimo 22°C. Il neonato non deve essere troppo coperto: la mamma deve usare se stessa come parametro di paragone; se lei ha caldo o freddo anche il suo bambino avrà lo stesso problema. Se ben coperto, può essere portato fuori a passeggio anche nei mesi freddi. Vanno comunque scelte le giornate migliori e non nebbiose, nelle ore più tiepide.
Importante ricordare che, ogniqualvolta il neonato si addormenta in carrozzina, al ritorno a casa è bene trasferirlo nel suo lettino ed arieggiare o lavare la biancheria della carrozzina, perché non è igienico farlo dormire tra tessuti che hanno raccolto germi, smog, eccetera.
Il cuscino dovrà essere piatto, dello spessore di circa 4-5 cm; non è dannoso, anzi mantiene il collo caldo.
Per la sua igiene intima e per il cambio dei pannolini sono sufficienti:
  • crema grassa impermeabilizzante;
  • sapone neutro liquido;
  • batuffoli di cotone idrofilo;
  • spazzola e pettine;
  • olio di mandorle dolci;
  • forbicine smussate in punta;
  • necessario per la medicazione del moncone ombelicale.
Il neonato va cambiato in linea di massima prima di ogni pasto perché mangi all'asciutto e perché, muovendolo dopo la poppata, corre il rischio di rigurgitare. Se si dovesse sporcare mentre mangia, per cambiarlo è meglio aspettare che si svegli, infatti non corre alcun rischio se sul sederino è stata applicata la crema protettiva. Sa ha fatto solo pipì si pulisce con acqua o salviettine umidificate; se vi sono feci va lavato con sapone neutro sotto l'acqua corrente. Si asciuga bene, si cosparge bene il sederino di crema prestando attenzione ad evitare i genitali e si mette un nuovo pannolino.
Il cordone ombelicale deve apparire mummificato, secco e deve cadere spontaneamente verso il 15° giorno di vita del neonato. Quando il cordone sarà caduto, per qualche giorno ancora si potrà mettere una garzina asciutta sull'ombelico, dopodiché si potrà passare a fare il bagnetto completo al neonato.
Per il bagnetto del neonato non serve che la stanza abbia una temperatura maggiore di 22° C; occorre scegliere un momento tranquillo della giornata e tenere a portata di mano tutto l'occorrente. Nella vaschetta l'acqua dovrà essere a 37-38° e il bagnetto va fatto velocemente; come detergente si può usare il sapone neutro (anche per i capelli).
Va detto che non a tutti i neonati piace fare il bagno e poiché, non è indispensabile, è meglio aspettare e riproporlo a distanza di qualche giorno, soprattutto non è necessario che divenga una “routine”, tutti i giorni stessa ora.
Dopo averlo lavato va accuratamente asciugato, può essere massaggiato con olio di mandorle che va bene anche per la crosta lattea. Le unghie vanno tagliate, non prima di 20 giorni dopo la nascita, quando il neonato dorme o ha appena mangiato ed è quindi tranquillo e vanno tagliate dritte. Quando il neonato è pronto e pulito, lo si alimenta.
Per i primi 4-5 mesi è necessario che tutti gli oggetti che vengono a contatto con la bocca del neonato vengano sterilizzati sempre dopo l'uso. I metodi di sterilizzazione sono due: a caldo (bollitura) oppure a freddo (Milton, amuchina). Quest'ultimo è il metodo più diffuso ed il più pratico. In una vaschetta predisposta va versata la quantità di acqua corrente e va quindi aggiunta una determinata dose di sterilizzante, la sterilità si ottiene dopo 90 minuti e si mantiene per 24 ore, non occorre risciacquare.
Prima di immergere gli oggetti vanno accuratamente lavati sul fondo con uno scovolino e detersivo liquido e sciacquati sotto acqua corrente.
Sia che il neonato si alimenti al seno o col biberon, va tenuto in braccio in posizione obliqua per permettergli di digerire bene. Quando ha terminato la poppata va mantenuto dritto appoggiato alla spalla, in modo da facilitare il ruttino.
Lo si mette poi a dormire supino o su di un fianco.
IL PUERPERIO
Il puerperio inizia subito dopo il secondamento e dura, in genere 40 giorni. Consiste principalmente nell'insieme dei fenomeni che riportano ogni organo e apparato alla normalità extragravidica e all'instaurarsi della lattazione.
Le prime fasi del puerperio si verificano durante la degenza in ospedale: l'ostetrica curerà che queste avvengano fisiologicamente e ne controllerà l'evolversi.
Involuzione uterina: subito dopo il parto l'utero forma il cosiddetto “globo di sicurezza”, ovvero assume la forma di un globo duro per assicurare l'emostasi soprattutto in sede dell'inserzione placentare. La perdita di sangue nelle prime 24-36 ore dopo il parto rimane comunque abbondante, più di una mestruazione.
Questa contrattura uterina per lo più non è dolorosa, anche se può causare fastidio nelle donne che hanno già partorito (morsi uterini) e si accentua per un fenomeno fisiologico ogni volta che si allatta al seno.
Le perdite che si hanno dopo il parto sono dette lochiazioni e possono durare fino a 3 settimane dopo il parto:
  • 1° settimana: lochiazioni ematiche;
  • 2° settimana: lochiazioni siero-ematiche;
  • 3° settimana: lochiazioni cremose.
Attraverso il fenomeno delle lochiazioni ed un riassorbimento vero e proprio di fibrocellule muscolari, l'utero passa da un peso di circa 1500 grammi al termine della gravidanza, a circa 60-80 grammi dopo 30 giorni circa.
Le lochiazioni hanno un odore caratteristico per la loro reazione alcalina.
Anche il collo dell'utero si riforma abbastanza velocemente (1 settimana) ed il canale cervicale raggiunge il calibro di alcuni millimetri a circa un mese dal parto, anche se non sarà più come il canale uterino di una nullipara.
Allo stesso modo si può dire per il canale vaginale, per i tessuti dei genitali esterni e del perineo (che è l'insieme dei tessuti che li circonda).
E' importante ricordare che sono organi e tessuti, preposti geneticamente a “sopportare” i traumi del parto e a ripararsi molto velocemente. Si ricorda che gli eventuali punti di sutura dati solitamente si riassorbono da soli e non hanno bisogno di medicazioni particolari: è indispensabile però una accurata igiene locale, lavandosi molto spesso preferendo l'acqua fredda e cambiando spesso l'assorbente.
Nei primi giorni dopo il parto l'organismo elimina molti liquidi sia attraverso la minzione che attraverso la sudorazione perché:
  • non vi sono più ostacoli alla circolazione sanguigna e linfatica;
  • nuova situazione ormonale.
E' bene usare biancheria leggera in fibra naturale e cambiarsi spesso; ogni capo deve permettere comodamente l'allattamento al seno.
I reggiseno da allattamento non sono indispensabili per il ricovero in ospedale: è preferibile portarsi quelli usati nelle ultime settimane di gravidanza ed aspettare di vedere che grado di modificazione subisce il seno, determinato dalla montata lattea, in modo da comprare poi reggiseno della giusta misura.
Sono consigliate delle docce ristoratrici sia durante il travaglio che dopo il parto.
Ogni neo mamma non deve mai trascurarsi anche se al rientro a casa dopo il parto il tempo sembra non bastare mai; tuttavia non deve avere fretta nel tentativo di riacquistare la perfetta forma fisica o ritornare dello stesso peso che aveva prima della gravidanza. La perdita di peso e la ripresa del tono muscolare sono processi piuttosto lenti e comunque fisiologici, soprattutto se la mamma segue una dieta equilibrata (non è necessario mangiare di più se si allatta). L'organismo infatti tende ad accumulare all'inizio della gravidanza 2-3 chili per garantire il maggior fabbisogno energetico durante l'allattamento. E' importantissimo bere molto perché il latte è composto per la maggior parte da acqua.
Se una donna allatta al seno, in genere, non ha mestruazioni, anche se può comunque essere fertile. Se non allatta, la prima mestruazione compare dopo circa 40 giorni dal parto; il capoparto è molto più abbondante degli altri flussi mestruali che, a partire da questo momento, riprendono il carattere ciclico solito che avevano prima della gravidanza. Nelle donne che allattano spesso il periodo di amenorrea può durare anche diversi mesi.
IL RIENTRO A CASA DOPO IL PARTO
Ritornare a casa con il proprio bimbo dopo il parto rappresenta per tutte le donne il traguardo sognato per tutta la gravidanza. A questo scopo saranno informate e avranno programmato ogni cosa affinché non si verifichi nulla di imprevisto.
Ma per quanto preparate, una volta messo piede in casa col bimbo in braccio, ci si sente ugualmente inadeguate ad affrontare una “avventura” che sembra troppo difficile; buona norma per sentirsi comunque pronte è quella di preparare, e organizzarsi già nelle ultime settimane di gravidanza.
Il ritorno a casa della madre con il bambino apre un nuovo capitolo della vita familiare caratterizzato per i genitori non solo da gioia ma anche da preoccupazioni. Si tratta di un periodo molto impegnativo, anche se la soddisfazione di avere un nuovo bambino può far dimenticare a molte madri, per una felice amnesia, lo straordinario spiegamento di energie fisiche e psichiche necessarie nelle prime settimane dopo il parto.
Occuparsi di un neonato è un lavoro che impegna 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana.
Prossimamente verrà attivato un servizio di puerperio domiciliare, condotto anch'esso da ostetriche, a cui le donne potranno rivolgersi dopo la dimissione.
Non è cosa rara che la neo mamma sia colta da momenti di sconforto, accompagnati da episodi di pianto immotivato. E' un evento fisiologico legato allo squilibrio ormonale che si verifica subito dopo il parto. Spesso sono sufficienti, per far rientrare queste situazioni, le attenzioni e l'incoraggiamento da parte del compagno e dei familiari.
Se però questo periodo si protrae troppo a lungo nel tempo è consigliabile parlarne con il proprio medico di famiglia.
FARE I PAPA' ASSIEME ALLE MAMME
Per ovvi motivi di carattere fisiologico, sanitario e medico, gli studi sul periodo della gravidanza tendono a privilegiare il problema della maternità ed hanno enfatizzato il ruolo della madre. Tuttavia la donna “fa” i bambini, ma il padre partecipa al concepimento e ciò incide sia sulla funzione della madre, sia sullo sviluppo del bambino che va formandosi nel suo grembo. Così come occorrono un padre ed una madre per dare origine all'organismo fisico, così occorrono un padre ed una madre per creare la personalità e permettere la realizzazione di tutte le potenzialità del bambino, sia pure con un processo più lungo e di natura diversa.
Il bambino, infatti, si auto-crea adattandosi al gruppo umano a cui appartiene e questo gruppo è formato dapprima dalla famiglia, un ambiente ristretto che protegge la formazione della sua personalità in armonia con l'ambiente. Madre e padre sono due riferimenti precisi che sostengono tutta questa costruzione. Diventare padre non è l'effetto di un unico evento, ma è un lento, graduale e complesso processo che modifica i ruoli all'interno della coppia con la consapevolezza di impegni e gioie nuove. Questo processo inizia molto presto, già quando nella maggioranza dei casi, la coppia decide di avere un figlio e prosegue quando si trova di fronte allo stato di gravidanza. Prima ancora che il bambino nasca, come padre e come madre costruiamo delle aspettative su di lui e su quello che la sua nascita comporterà per la nostra vita. Ma quali che siano le nostre previsioni circa la paternità, la realtà può capovolgerle. Questi mutamenti possono avvenire nel padre come nella madre. In tutti i casi, l'atteggiamento del padre può modificare la situazione e incidere sulla relazione madre-bambino.
Molto dipende dai sentimenti e atteggiamenti dei genitori nei riguardi di questa nuova persona. Sul bambino, infatti, influiscono non solo gli eventi importanti all'interno della famiglia, ma anche quelli banali. Il tono della voce, una semplice parola, l'espressione del viso, il sorriso, lo sguardo della madre e del padre, possono gettare una luce completamente diversa sulle cose e sulle vicende della realtà.
Diventando padre l'uomo compie una serie di esperienze complete che, secondo gli studi di psicoanalisi, possono ricondurlo all'infanzia: egli rivive in versione più matura la storia dei legami con i propri genitori.
Possono quindi agire nell'uomo sia forze che tendono ad una realizzazione piena e soddisfacente della paternità, sia forze conflittuali che tendono ad ostacolare l'assunzione del ruolo paterno e a favorire sentimenti di difesa più che di donazione di se. L'attivazione di questi sentimenti è influenzata anche dalla relazione tra madre e padre all'interno della coppia. Il ruolo di entrambi i genitori nella famiglia e col figlio viene influenzato anche dalla qualità dell'attesa che i genitori riversano nei riguardi del bimbo che nascerà; egli può infatti essere il frutto di un rapporto affettivo soddisfacente, ma potrebbe anche essere uno strumento per porre riparo a insufficienze nella relazione tra marito e moglie. In ognuno di questi casi l'attesa può determinare complicanze, chiudere il rapporto ma può anche espanderlo, organizzarlo, indirizzarlo verso nuovi canali di comunicazione.
Comunemente il marito assume transitoriamente degli atteggiamenti protettivi verso la moglie, permettendole di vivere ed affrontare la gravidanza in una condizione relativamente protetta che la rassicura e la aiuta a superare ansie, paure, insicurezze, atteggiamenti ostili verso il figlio. Il marito può assolvere questo ruolo preparandosi attivamente al futuro ruolo di padre quando è interiormente convinto che la moglie risponderà alle sue richieste. Se manca la fiducia reciproca anche il processo d'attesa verrà vissuto separatamente, senza possibilità di aiuto reciproco con grave difficoltà per un'assunzione dei ruoli corretti da parte di entrambi i genitori.
Proteggere la gravidanza
Nel corso della gravidanza il futuro papà vive modificazioni psichiche in relazione a quelle che vive la sua donna e quindi il suo comportamento può essere compreso se si considera in rapporto al comportamento della donna durante questo periodo di attesa e preparazione. Entrambi i genitori, seppure in maniera diversa, vivono ansie e gratificazioni, paure e speranze, che hanno caratteristiche nuove rispetto al passato ma sono significative perché incidono sulla loro vita emotiva. Il padre può offrire sempre un valido aiuto alla donna, la sua protezione nei momenti difficili e la sua partecipazione serena e rassicurante ai problemi che si presentano di volta in volta, aiutano la futura mamma a superare eventuali disturbi e ad accettare i disagi che il bambino le procura.
La capacità di parlare con lei senza ansie e paure, permettendole di sfogare le preoccupazioni senza paure di rifiuto o allontanamento, garantiscono al bambino una preparazione più serena alla nascita e contribuisce alla serenità di tutti i componenti della famiglia. Vi è infatti un rapporto diretto fra lo stato emotivo della madre e addirittura della coppia e i primi stadi di sviluppo del bambino. I neonati le cui madri hanno avuto una gravidanza serena hanno rivelato, in tutte le ricerche, minore irritabilità, un positivo sviluppo fisiologico e maggiori capacità di ripresa da una condizione di stress: in sintesi maggiore solidità fisica e psichica.
Il ruolo del padre non si arresta sulla porta dell'ospedale dove consegna la sua donna con le doglie all'ostetrica. Il parto è un evento naturale nella vita della famiglia che ha tre protagonisti: la madre, il bambino e il padre.
I padri in sala parto sono di grande aiuto, soprattutto quando sono preparati e conoscono le modalità con cui aiutare la moglie e possono rincuorarla, infondendole coraggio e sicurezza.
E' ormai lontano il tempo in cui al padre era concesso di dare solo un'occhiata ai neonati attraverso la finestra del nido. Oggi è permesso e favorito il contatto diretto con i figli senza aspettare il loro rientro a casa.
Sia soli che assieme alla moglie, sono capaci di offrire stimolazioni e cure come le madri; il solo comportamento nel quale le madri superano i padri sembra essere il sorriso, ma le donne sorridono in genere più degli uomini in tutte le occasioni, anche nei rapporti con gli adulti.
Alla nascita il bambino vive in simbiosi con la madre che gli procura cibo e lo aiuta ad entrare in relazione con l'ambiente. Il padre può offrire un aiuto insostituibile che arricchisce questa prima fase della vita e tutto il futuro del neonato attraverso quella che può essere definita “barriera protettiva” con la sua protezione e la sua vicinanza può offrire al suo bambino esperienze tattili, olfattive e visive che arricchiscono la sua vita.
La pelle è il più esteso apparato di comunicazione e il bambino è dotato di una sensibilità cutanea vivissima che gli permette di relazionarsi con noi e con le cose. Una stimolazione tattile adeguata, fare il bagno, cambiare il pannolino, cullare, giocare con il neonato servono, oltre alla gioia della conoscenza reciproca e del darsi un reciproco piacere, a fargli prendere coscienza di se, del proprio corpo e gli consentono di “nascere” davvero.
I DIRITTI DELLA MAMMA CHE LAVORA
Quando un'impiegata, un'operaia o una libera professionista è in attesa di un bimbo e poi diventa mamma, deve anche fare i conti il mondo del lavoro, ma ha la legge dalla sua parte.
La normativa attualmente in vigore risale al 1971 (legge n. 1204) e al testo originale sono state progressivamente aggiunte altre norme.
Il principio base della legge stabilisce che la lavoratrice non possa essere licenziata durante il periodo che va dall'inizio della gravidanza al compimento del primo anno del figlio.
Cinque mesi a casa pagati.
Che cosa si intende per periodo di astensione obbligatoria?
Quello che va da 2 mesi prima della nascita a 3 mesi dopo il parto oppure ultimamente da 1 mese prima della nascita a 4 mesi dopo il parto.
In questa fase che dura in tutto 5 mesi, la donna ha il diritto, ma anche il dovere, di non andare a lavorare. Hanno diritto ad un'indennità di maternità anche le lavoratrici autonome, le coltivatrici dirette, le commercianti e le artigiane.
Se il lavoro è a rischio la futura mamma può chiedere di stare a casa dal lavoro anche prima del termine stabilito dalla legge.
Per esempio:
  • gravidanza a rischio;
  • malattia preesistente della donna che può peggiorare durante la gravidanza;
  • condizioni di lavoro che possono pregiudicare il buon svolgimento della gravidanza.
Si parla di astensione facoltativa quando la neomamma voglia stare con il proprio bambino più a lungo dei 3 mesi canonici, la legge contempla infatti anche questa eventualità fino al compimento del nono mese di vita del bambino.
E se il bambino si ammala dopo che la mamma ha ripreso a lavorare?
La madre (o in alternativa il padre) possono astenersi dal lavoro per accudire il piccolo, presentando un certificato medico che attesti la malattia del bambino.
Attenzione!
Per avere ulteriori chiarimenti ci si può rivolgere al proprio Sindacato di categoria oppure contattare un Patronato.
Attenzione!
Per avere ulteriori chiarimenti ci si può rivolgere al proprio Sindacato di categoria oppure contattare un Patronato.